Mons. Giorgio Ferretti, ph. Arcidiocesi Foggia-Bovino Facebook ufficiale

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Foggia, 26 giugno 2024 – Le parole dell’Arcivescovo mons. Giorgio Ferretti sul Caporalato nella Provincia di Foggia:

“Siamo molto turbati e addolorati per ciò che è accaduto a Satnam Singh, esprimiamo la nostra  solidarietà alla sua famiglia, e ci chiediamo come far fronte a così grandi ingiustizie anche nella  nostra terra, nelle campagne di Foggia.  

Non possiamo abituarci al fatto che il lavoro, che dà vita, diventi sfruttamento o morte. Il  lavoro deve far vivere: è vocazione, dignità della persona, socialità. Le vittime del caporalato sono uno scandalo.  

La legalità, la dignità umana, la sicurezza del lavoro, non sono un costo, né tantomeno un  lusso, ma un dovere cui corrisponde un diritto inalienabile di ogni persona. Troppe persone, anche  nella nostra provincia di Foggia, hanno pagato con la vita il sistema perverso del caporalato.  Dobbiamo fare di più, impegnarci di più, tutti. 

In questi giorni la morte di Satnam Singh, nelle campagne di Latina, ha giustamente fatto  scalpore e suscitato un rinnovato dibattito su questo tema, ma sappiamo bene che anche in Puglia  lo sfruttamento è un fenomeno sociale, duro da sradicare, che ha già prodotto le sue vittime.

Penso  a Paola Clemente, morta di fatica sotto il sole cocente di una infuocata estate foggiana il 13 luglio  del 2015. Non è accettabile che i braccianti debbano essere costretti a lavorare nelle ore più calde  del giorno, con temperature di 40 gradi. Con l’ordinanza n. 274 del 18 giugno 2024, il  Governatore della Puglia vieta il lavoro nei campi, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, nei giorni estivi  di maggior caldo: chiediamo che venga rispettata. 

Mons. Giorgio Ferretti, ph. Facebook
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Pensiamo ai tanti uomini che ogni giorno si possono incontrare nelle nostre campagne. Hanno  i volti rugosi segnati da una fatica che uccide. Si deve fare di più, essere più creativi e convinti  nell’intervenire. Anche le comunità cristiane devono accogliere e integrare di più. Bisogna  trovare soluzioni.

La prima è la regolarizzazione di chi viene in Italia per compiere lavori di cui  abbiamo estremamente bisogno e di cui non si trova in Italia la manodopera: è nell’irregolarità e  nella precarietà che maturano drammi come quello di Satman. Le vie legali per l’immigrazione  vanno allargate. È anche il bisogno della nostra società, delle nostre famiglie e imprese. Abbiamo  visto, anche qui a Foggia, come i corridoi umanitari, che garantiscono ingressi regolari, abbiamo  garantito l’integrazione dei migranti.

Dobbiamo impegnarci nella costruzione di una società più umana ma anche più legale, dove il  lavoro nero e di conseguenza i caporali hanno meno margine di manovra.  

Occorre superare i ghetti che esistono della provincia di Foggia. Non possiamo accettare che  gli uomini vivano in quelle condizioni. Si devono creare condizioni abitative migliori, trasporti  pubblici più efficienti, condizioni di vita più umane. Stato, Chiesa, società civile, dobbiamo tutti  trovare un sussulto di sdegno e intraprendere nel prossimo futuro, azioni concrete per dare una  risposta al bisogno di dignità di questi lavoratori. 

Chiediamo quindi, nella stagione della coltivazione e raccolta dei pomodori che comincia, che  vengano rispettate tutte le normative sulla sicurezza. Gli strumenti ci sono. In particolare la legge  n.199 del 2016 denuncia lo “sfruttamento del lavoro in agricoltura”: che venga fatta rispettare. 

C’è bisogno di un cambio forte di mentalità: non è normale che si lavori quattordici ore al  giorno per pochi euro. Come Chiesa che è nella provincia di Foggia ci impegniamo di più a fare la nostra parte mentre confidiamo nell’impegno delle istituzioni e di tutti gli abitanti di questa  nostra terra”. 

 

Giorgio Ferretti  

Arcivescovo di Foggia-Bovino

 

(Nota stampa)

 

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