Ph. Facebook Marco Scarpiello

Foggia, 6 novembre 2023 – Il 9 novembre 1863 è una data scolpita nella storia della nostra città perché quel giorno il Re Vittorio Emanuele II inaugurò la strada ferrata Ortona – Foggia.

Il re partì da Torino alle ore 13,00 del giorno 8 novembre 1863 e soltanto dopo 20 ore di viaggio giunse ad Ortona .

 

Re Vittorio Emanuele II, ph. Facebook

I restanti poco meno di 160 km vennero percorsi in circa 10 ore e il Re giunse a Foggia alle 7,00 di sera del giorno 9 novembre, dopo un lungo viaggio durato complessivamente 30 ore a cominciare dalla partenza dalla stazione di Torino .

A ricevere il Re non fu il primo vescovo di Foggia, Bernardino Maria Frascolla, perché in quel periodo era rinchiuso nel castello di Como in quanto condannato a 2 anni reclusione per aver ordinato ai sacerdoti di non concedere l’assoluzione a quanti avevano votato per l’annessione nel Plebiscito del 21 ottobre 1860 e a quanti erano favorevoli alla monarchia sabauda.

Enzo Ficarelli, ph. Facebook
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Ad accogliere la Maestà Sua alla Stazione, con il clero in forma solenne e con tutti gli onori, fu il vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, Giuseppe Maria Fanelli .

 

Il concittadino Vincenzo Nigri così descrisse la cronaca di quel giorno memorabile :

“Foggia ebbe l’alta ventura di ospitare il Re in occasione dell’inaugurazione della tratta Ortona – Foggia. I vecchi ricordano ancora l’entusiasmo non ufficiale ma spontaneo, indescrivibile, affettuoso col quale fu accolto il primo Re d’Italia e tutta la provincia si riversò sulla città per ammirare l’eroe di Palestro che passava in rassegna le guardie nazionali della Capitanata”.

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Per contro e di tutt’altro avviso il corrispondente del Corriere dell’Emilia che così annotava sull’evento:

“Noi chiediamo a quanti ci furono compagni in quel viaggio se non sentironsi più che indignati pensando che per la cupidigia di interessi, la Società delle Ferrovie Meridionali commise l’imperdonabile colpa di aver fatto passare il Re d’Italia, la cui vita è così preziosa per la Nazione, su di una via che sarebbe imprudenza far percorrere a un treno in prova.

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La Società se non apriva quella via il 10 novembre 1863 perdeva il premio di un milione e ne gettò forse più del doppio per coprire circa 10 km di via ferrata provvisoria costruita sul lido e sostenuta da palizzate che ti fanno solo spavento a pensare che si possa dalla locomotiva trascorrere, mentre un’ondata può da un istante all’altro far crollare l’instabilissimo suolo.”

Lo studioso e appassionato di Cultura Foggiana Dott. Enzo Ficarelli
Lo studioso e appassionato di Cultura Foggiana Dott. Enzo Ficarelli

La compagnia Bastogi offerse per l’occasione nel Teatro Dauno di Foggia ai suoi impiegati un pranzo di 300 coperti con la spesa di 7.000 ducati,(Cfr.Carlo Villani).

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Il pranzo sicuramente costò molto meno di settemila ducati poiché con tale somma all’epoca si poteva acquistare una masseria di media grandezza (Cfr prof. Saverio Russo Università di Foggia).

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Il re non partecipò al pranzo, ma presenziò all’elegante festa da ballo che si tenne nella sala sovrastante il Teatro, attualmente ristrutturata a salone di rappresentanza intitolata a Fedora .

Il giorno successivo il Re dopo aver passato in rassegna 6000 guardie nazionali sulla strada di Lucera, e dopo aver insignito della Croce dei Cavalieri dei S.S. Maurizio e Lazzaro il sindaco di Foggia Felice La Stella e i comandanti di Bovino , San Severo e Troia, partì lasciando al sindaco di Foggia la somma di 4.000 lire da distribuire ai poveri della città.

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La fretta con cui furono portati a termine i lavori dalla ditta Bastogi costringerà a ritardare di 5 mesi l’apertura al pubblico esercizio.

Infatti dopo la storica giornata vissuta dai foggiani, i lavori ripreso il giorno successivo e soltanto in data 25 Aprile 1864 venne inaugurato il grandioso fabbricato viaggiatori dalle linee sobrie ed eleganti della lunghezza 208 da un capo all’altro e da tale data ebbero inizio i collegamenti ferroviari tra Foggia e il Nord Italia.

Enzo Ficarelli, ph. Facebook
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Dalla maestosità del grande fabbricato della Stazione e dal largo spazio riservato ai numerosi fasci di binari, i foggiani dovettero comprendere subito che la città sarebbe diventata sede di un importante nodo ferroviario.

 

“E si ebbe a Foggia, è vero, una stazione di ferrovie importantissime, una delle prime forse in Italia, ma ciò non fu certo dovuto alle simpatie del Governo e quindi alla volontà e alla mano dell’uomo , sebbene alla sua positura topografica per trovarsi essa collocata come ombelico in mezzo al Regal Tavoliere”.(Carlo Villani)

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Quattro mesi dopo l’arrivo del primo treno, in seguito alla delibera della Camera di Commercio di Foggia del 21 marzo 1864, nacque nella nostra città la prima Scuola Tecnica con annesso laboratorio meccanico, Scuola che verrà intitolata molti anni dopo al pittore e patriota foggiano Saverio Altamura.

Nel 1864 fu costruita l’Officina Materiale Mobile inizialmente con una forza lavorativa di 290 unità con il compito di provvedere alla riparazione dei Carri e delle Carrozze.

Diversi capannoni vennero innalzati oltre il fascio binari della Stazione dove trovarono lavoro : Aggiustatori meccanici, Aggiustatori motoristi , Calderai , Tornitori , Verniciatori, Lamieristi pannellisti , Galvanotecnici, Elettromeccanici , Saldatori , Tappezzieri, Falegnami.

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Si può ben capire come l’arrivo del primo treno rappresentò per la nostra città, all’epoca con una popolazione di poco più di 30.000 abitanti, l’avvento della modernità, l’ inizio del progresso, l’inizio della crescita urbanistica e dello sviluppo sociale economico e culturale.

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Si passò da un sistema prevalentemente agricolo a un sistema industriale che comportò un rapido cambiamento di mentalità con una profonda trasformazione delle abitudini di vita.

 

A cura del Dr. Enzo Ficarelli

 

(Immagini di Marco Scarpiello)

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1 thought on “Enzo Ficarelli: “160 anni fa il primo treno a Foggia”

  1. Sul Giornale Patrio della famiglia Villani,trascritto dal Di Cicco si trovano molte altre notizie sull’argomento che mi hanno, fra l’altro, permesso di descrivere e data l’entrata nel dialetto delle voci connesse alla ferroiva.

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