S.E. Mons. Vincenzo Pelvi

Foggia, 20 ottobre 2023 – Si riporta di seguito il messaggio dell’Arcivescovo Pelvi per le prossime elezioni, “Una politica amica della Città”:

 

 

 

Il voto non è solo questione di collocazione partitica, ma anche di visione dell’uomo, di prossimità, di ricerca della giustizia, di difesa dei diritti inviolabili di persone e comunità.

 

 

In una fase complessa e difficile del nostro tempo con guerra, crisi ambientale, povertà, mancanza di lavoro e di speranza quotidiana è necessario un voto di responsabilità e partecipazione, da esercitare con serena consapevolezza, senza interessi di parte ma per il bene comune.

 

Il vero politico non è occupato a pensare alle prossime votazioni, ma al benessere delle future generazioni, all’urgenza della fraternità in un mondo dove si sceglie di non sapere niente l’uno dell’altro.

 

A Foggia siamo, infatti, più soli che mai, perché spesso si privilegiano gli interessi individuali e si indeboliscono la dimensione comunitaria dell’esistenza e la stessa amicizia sociale.

 

Con le prossime elezioni ci viene offerta una nuova opportunità, godendo di uno spazio di corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni.

 

 

Non possiamo più abituarci a vedere la vita cittadina offesa e calpestata, cedendo alla rabbia e al pessimismo.

 

Prendere sul serio il voto significa affermare il diritto e il dovere di ciascuno nel riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che viene offerta per realizzare insieme un futuro costruttivo della Città.

 

 

A riguardo non possiamo permetterci l’astensione al voto e all’impegno politico che, negli ultimi tempi, favorisce la cosiddetta “democrazia di un terzo”, ossia un elettore su tre decide per tutti.

Monsignor Pelvi, ph. CDAL Arcidiocesi Foggia-Bovino

Di qui un particolare invito ai giovani a recarsi alle urne, forse il bene comune è un’idea astratta per loro che avrebbero bisogno di vederlo incarnato e testimoniato in scelte concrete, cui la politica stenta a dare realizzazione.

 

In astratto i giovani ne hanno una considerazione positiva, ma ritengono che i modi con cui viene vissuta da quelli che sono i principali interpreti pubblici compromettano il loro valore ideale.

 

 

Eppure la politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e un avvenire degno e giusto aperto all’equità, al rispetto reciproco, alla sincerità, all’onestà e alla fedeltà.

Monsignor Vincenzo Pelvi

A questo proposito vorrei ricordare le “beatitudini del politico” proposte dal cardinale vietnamita V. Van Thuan:

 

Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.

 

Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.

 

Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.

 

Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.

 

Beato il politico che realizza l’unità.

 

Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.

 

Beato il politico che sa ascoltare.

 

Beato il politico che non ha paura.

 

 

 

L’augurio è che il rinnovo delle funzioni elettive costituisca un’occasione per tornare al rispetto di quei diritti umani fondamentali, che sono doveri reciproci.

 

 

Come ricorda don Primo Mazzolari: “La città non ha soltanto bisogno di case, strade, acquedotti e marcipiedi… ma ha bisogno anche di una maniera di sentire, di vivere, una maniera di guardarsi, una maniera di affratellarsi, una maniera anche di condannare il male”.

 

 

 

+ Vincenzo Pelvi

Arcivescovo   

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