Foggia, 12 giugno 2023 – Il giovane e talentuoso foggiano Pio Savelli era tra gli artisti presenti all’importante mostra BYOD a Treviso presso la Galleria Alzaia.

I protagonisti dell’evento sono stati i brillanti artisti provenienti dall’Accademia di Venezia.

 

La stampa locale trevigiana ha dato grande risalto all’iniziativa che ha visto anche un talento della Capitanata tra i partecipanti.

 

«È stato un piacere per me esporre presso la Galleria Alzaia di Treviso, in occasione della mostra collettiva BYOD (Bring Your Own Device).

La mostra, fortemente voluta dal Prof. Anni che ringrazio, era finalizzata ad esporre opere d’arte derivata dove la derivazione è da intendersi come lavoro e processo mentale, progettuale e processuale sulla forma, il concetto, l’aspetto teorico dell’opera iniziale concretizzato in un oggetto mediale ex novo calato in un contesto storico che possiamo definire Post digitale», dichiara a InsideCapitanata.it Pio Savelli.

 

«Io ho esposto la mia opera ‘Phone Delivers People’ (2023), derivata da ‘Television Delivers People’ (1973) di Richard Serra.

 

Non commenterò la mia opera in quanto ritengo che essa sia perfettamente in grado di farlo da sé.

 

 

Ma, per una maggiore chiarezza del mio lavoro, riporto l’analisi dell’opera del Maestro Serra:

“(Serra) ha creato il video di sei minuti ‘Television Delivers People’ come critica al mezzo televisivo di massa e alla società capitalista.

Bande di testo gialle generate elettronicamente su sfondo blu attraversano lo schermo dal basso verso l’alto con l’accompagnamento della tipica musica da supermercato o da ascensore dell’epoca. Gli spettatori vengono messi di fronte a dichiarazioni critiche che li costringono a riflettere sul proprio comportamento consumistico nei confronti del mezzo televisivo di massa. Gli effetti del commercialismo mascherato da intrattenimento sono resi evidenti: ‘You are consumed’.

Provocatoriamente, queste tesi critiche sono accompagnate da un’allegra musica strumentale che sottolinea la situazione contraddittoria”», sottolinea l’artista foggiano.

 

«Il Maestro Serra mostrò l’opera in TV nel 1973, io invece l’ho mostrata su TikTok e Instagram nel 2023.

Dunque durante la mostra BYOD, la mia opera è stata proiettata direttamente dai Social sopracitati… in modo che il messaggio fosse ancora più chiaro e forte».

 

«Come studente al primo anno dell’Accademia di Belle Arti di Venezia non posso dirmi che soddisfatto di aver raggiunto un simile traguardo così presto. Durante i miei studi giuridici percepivo continuamente il malinconico rimorso di star abbandonando passioni troppo grandi per essere dimenticate. Ringrazio ancora l’abrogazione del divieto di iscrizione contemporanea a più corsi di istruzione terziaria, che mi ha permesso di inseguire entrambi i miei obiettivi senza costringermi all’abbandono di uno dei due.

La passione per l’arte è qualcosa che coltivo dalla più tenera età ed è un sentimento troppo forte ma anche misterioso e problematico affinché possa essere descritto. Solamente un artista può comprendere il caos di un altro artista».

 

«Come dicevo, nel lontano 2020, in occasione della pubblicazione del mio Silent Book: “Ho sempre celebrato la potenza della parola in ogni sua forma, con la consapevolezza che la scrittura non detiene il monopolio bensì è solo una parte del tutto”, così continuo il mio cammino verso la scoperta di tutte le “imprese” che contribuiscono a quello che forse potremmo definire l’oligopolio della bellezza», conclude Pio Savelli.

 

 

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