Grano pugliese: la sfida della salvaguardia contro le importazioni dall'estero

Grano pugliese: la sfida della salvaguardia contro le importazioni dall'estero

Foggia, 1 giugno 2024 – Negli ultimi mesi, si è registrato un significativo aumento delle importazioni di grano proveniente da Turchia, Russia e Ucraina nei porti pugliesi, in particolare a Bari.

Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, ha sollevato forti preoccupazioni riguardo a questa situazione, chiedendo un immediato intervento delle autorità competenti.

Sicolo sottolinea la necessità di effettuare prelievi dei campioni di grano da parte di un gruppo misto di controllori, comprendente sanità marittima, NAS e Guardia di Finanza, per garantire la sicurezza e la qualità del prodotto prima dello scarico delle navi.

Si riporta di seguito nota diffusa da CIA Puglia:

 

Allarme per l’arrivo di navi cariche di grano nei porti pugliesi

“Continuano a segnalarci l’arrivo nei porti pugliesi, e in quello di Bari in particolare, di navi cariche di grano proveniente dalla Russia, dall’Ucraina e dalla Turchia.

 

Chiediamo alle autorità competenti di intervenire immediatamente per verificare gli arrivi e per garantire i consumatori e i produttori di grano italiani.

 

Occorre tutelare il grano italiano e pugliese e contrastare il crescente incremento delle importazioni da Turchia, Russia e Ucraina. Altrimenti è in serio pericolo la sopravvivenza della nostra cerealicoltura”.

Gennaro Sicolo presidente CIA Puglia
Gennaro Sicolo presidente CIA Puglia

 

È Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, a tornare sulla necessità di salvaguardare il grano duro italiano.

Richiesta di intervento delle autorità per verificare gli arrivi

“Ad oggi siamo praticamente inermi e disarmati, mentre il nostro Paese è meta di importazioni selvagge e senza controlli.

I prelievi dei campioni devono essere effettuati da un gruppo misto di controllori (sanità marittima, Nas e Guardia di finanza) e analizzati prima dello scarico della nave, con particolare attenzione alle micotossine.

 

Alla Regione Puglia e al suo Osservatorio Fitopatologico chiediamo di fare i controlli visivi che gli competono e di rendere pubblici i risultati e le immagini del grano.

Aumento delle importazioni da Turchia, Russia e Ucraina mette a rischio la cerealicoltura italiana

Tra le navi in arrivo, ci sarebbe, in base ai sistemi di informazione marittima, la nave «Alma» con grano di origine russa ed ucraina. Stiamo continuando a perdere questa guerra; eppure, basterebbe dare vita a Granaio Italia”, aggiunge Sicolo.

 

“Considerato che le semine non garantiscono i giusti ritorni, si rinuncia a seminare grano e parallelamente aumenta la dipendenza dall’estero. Serve maggiore trasparenza sui mercati e il riconoscimento dei costi ai cerealicoltori italiani.

Richiesta alla Regione Puglia di effettuare controlli visivi e pubblicare i risultati

È inconcepibile che non si proceda all’istituzione del registro telematico sulle giacenze dei cereali, Granaio Italia, importante in termini di maggiore tracciabilità e la cui entrata in vigore viene continuamente rinviata.

Appello per l’istituzione del registro telematico “Granaio Italia”

Confidiamo nell’impegno del sottosegretario La Pietra affinché, nel passaggio in aula al Senato, venga approvato l’emendamento su Granaio Italia che è il registro telematico per la certificazione del grano sia italiano che in arrivo dall’estero.

 

Così come si attende da tempo uno strumento che certifichi i costi di produzione per definire, in modo chiaro, anche i termini di contrattazione”.

 

“L’Italia importa il 40% del fabbisogno di grano duro, il 65% di tenero e il 55% del mais. Eppure, nonostante la carenza di prodotto nazionale e la continua richiesta da parte dei consumatori di prodotti 100% italiani, le quotazioni dei maggiori cereali sono sempre più mortificanti per i nostri agricoltori.

Grano italiano, Ph. CIA PUGLIA Pagina Facebook ufficiale
Grano italiano, Ph. CIA PUGLIA Pagina Facebook ufficiale

 

Denuncia della dipendenza dall’estero e calo delle semine nazionali

La Puglia, dove si produce la maggiore quantità di grano duro italiano, è così estremamente penalizzata”. Anche a causa dei cambiamenti climatici, si prospetta per il Paese un raccolto tra i più bassi di sempre. E la situazione non è differente per il grano tenero e il mais. Non è pensabile andare avanti senza politiche di contenimento da parte dell’Europa. Le aziende stanno abbandonando le colture.

Penalizzazione della Puglia a causa delle quotazioni mortificanti dei cereali

Le istituzioni tutte devono agire rapidamente, il Governo deve dare risposte immediate rispetto alle istanze presentate da troppo tempo, con un documento concreto di proposte, diverse mobilitazioni in piazza e una petizione online “salva-grano” Made in Italy che supera le 75 mila firme.

Impatto dei cambiamenti climatici sulla produzione di grano in Italia

Non si trascurino ancora i rischi economici, sociali e ambientali di questa crisi, non solo per il comparto cerealicolo, ma per l’intero Paese.

(Nota stampa)

 

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