COLDIRETTI, CIA E CONFAGRICOLTURA DI CAPITANATA: «AGRICOLTURA IN CRISI, SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE E RISORSE CERTE» (Protesta olivicoltori a Manfredonia - foto a cura di Antonio Monaco, riproduzione vietata)
Foggia, 17 ottobre 2026 – Le organizzazioni agricole chiedono di accelerare sul ColtivaItalia, attivare il fondo di crisi, garantire reciprocità nelle importazioni dai Paesi terzi e sostenere le imprese con misure concrete su credito e costi energetici.
Il comparto olivicolo è in una fase di forte difficoltà e non può più attendere. La tenuta economica delle imprese agricole è messa a dura prova dall’aumento dei costi di produzione, dalle difficoltà di mercato e da una concorrenza internazionale che troppo spesso non si confronta con le stesse regole e gli stessi obblighi imposti ai produttori italiani ed europei.
A lanciare l’allarme sono Coldiretti, CIA e Confagricoltura di Capitanata, che chiedono alla Regione, al Governo, al Ministero dell’Agricoltura e alle istituzioni europee interventi urgenti e coordinati per salvaguardare il reddito degli olivicoltori, garantire la continuità aziendale e tutelare una filiera strategica per l’economia agricola, l’occupazione e il patrimonio produttivo del territorio.
Una delle priorità riguarda l’accelerazione sulle misure previste da ColtivaItalia. Le risorse annunciate devono essere rese disponibili in tempi rapidi, attraverso procedure semplici e strumenti concretamente accessibili alle imprese. In particolare, la destinazione dell’80% delle risorse rappresenta un’opportunità importante per la Puglia e per tutti i territori nei quali l’olivicoltura costituisce una componente fondamentale dell’economia agricola.
Positiva anche la risposta della Regione Puglia, che ha previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati ad abbattere i costi del carburante agricolo. Si tratta di un intervento importante per dare sostegno alle imprese in una fase caratterizzata da una forte pressione sui costi di produzione. CIA, Confagricoltura e Coldiretti ne riconoscono il valore, sottolineando tuttavia che la disponibilità delle risorse deve tradursi in aiuti effettivi in tempi brevi.
Le organizzazioni agricole ritengono però che in una fase di crisi, la rapidità di attuazione è parte integrante dell’efficacia stessa delle misure: gli agricoltori hanno bisogno di risposte concrete, non soltanto di stanziamenti sulla carta.
È pertanto imprescindibile che gli interventi siano tempestivi, con procedure snelle e modalità di accesso chiare, le risorse stanziate non possono rimanere bloccate nei meandri della burocrazia, arrivando alle aziende quando ormai le difficoltà economiche hanno prodotto conseguenze irreversibili.
Altrettanto urgente è rafforzare l’azione italiana in Europa per affermare il principio di reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi terzi. Le organizzazioni agricole chiedono che i prodotti importati siano sottoposti a requisiti equivalenti a quelli richiesti ai produttori europei, con particolare riferimento all’utilizzo dei fitofarmaci, alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità ambientale e agli standard di produzione. Non è accettabile che agli agricoltori italiani vengano richiesti standard sempre più rigorosi mentre sul mercato europeo arrivano prodotti realizzati in condizioni normative differenti. Servono controlli efficaci, tracciabilità e condizioni di concorrenza leale.
Le organizzazioni ritengono inoltre indispensabile attivare il fondo di crisi a sostegno delle filiere maggiormente colpite, concentrando le risorse sui comparti che presentano le maggiori criticità economiche e produttive. Gli strumenti straordinari devono essere utilizzati per compensare le difficoltà, sostenere il reddito agricolo e impedire che la crisi determini l’uscita dal mercato di un numero crescente di imprese.
Centrale anche il tema dell’accesso al credito. Le aziende devono poter contare su liquidità sufficiente per affrontare le spese correnti, sostenere gli impegni presi e programmare le prossime campagne produttive. Per questo occorre rafforzare gli strumenti di garanzia pubblica, favorire finanziamenti a condizioni agevolate e individuare soluzioni che consentano alle imprese di superare l’attuale fase di difficoltà senza compromettere la propria stabilità finanziaria.

Infine, è necessario mettere in campo ogni risorsa disponibile per ridurre il costo dell’energia, che continua a pesare sulla competitività dell’intero sistema agricolo e agroalimentare. Occorrono misure concrete per contenere gli oneri energetici, incentivare l’efficientamento e l’autoproduzione da fonti rinnovabili e alleggerire i costi che gravano sulle aziende e sulle attività di trasformazione.
CIA, Confagricoltura e Coldiretti sottolineano che non è più sufficiente riconoscere la gravità della situazione: occorre passare rapidamente dalle dichiarazioni agli interventi.
«La crisi del comparto olivicolo richiede risposte immediate, risorse adeguate e una strategia chiara. Le imprese agricole non possono continuare a sostenere da sole il peso dell’aumento dei costi e delle distorsioni della concorrenza internazionale. È necessario accelerare l’attuazione delle misure di sostegno, garantire condizioni commerciali eque, assicurare liquidità alle aziende e intervenire concretamente sui costi energetici. Difendere l’olivicoltura significa tutelare il lavoro degli agricoltori, l’economia dei territori e il futuro di una filiera fondamentale per il Made in Italy».
Le tre organizzazioni chiedono pertanto alle istituzioni competenti di definire tempi, risorse e modalità di attuazione degli interventi, affinché le misure già individuate e quelle che verranno programmate possano produrre effetti concreti in tempi compatibili con le esigenze delle imprese.
La priorità è salvaguardare la continuità aziendale e restituire prospettive al comparto olivicolo. Servono scelte tempestive e un impegno istituzionale concreto: il futuro delle imprese agricole non può essere lasciato nell’incertezza.
(Nota stampa)
