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Maurizio Di Candia, Segretario FIALS Casa Sollievo della Sofferenza e delegato Segreteria Provinciale FIALS

FOGGIA, 14 maggio 2026 – La FIALS Foggia, per voce del Segretario Provinciale Achille Capozzi e del Segretario Aziendale Maurizio Di Candia, esprime profonda indignazione e ferma condanna per l’ambiguità comunicativa che sta caratterizzando l’attuale gestione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza.Le recenti rassicurazioni del Direttore Generale, Dott. Gino Gumirato, appaiono come un paradosso inaccettabile: non si può dichiarare pubblicamente che l’ospedale goda di una struttura finanziaria solida e che l’attività sia in grado di autosostenersi, mentre contemporaneamente si tengono congelati i Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) e si bloccano gli aumenti contrattuali spettanti di diritto ai dipendenti.

 

 

Il paradosso della “Solidità a metà”«Siamo di fronte a una narrazione che non regge alla prova dei fatti – dichiarano Capozzi e Di Candia –. Se, come afferma il D.G., la Fondazione è in salute e gli stipendi sono garantiti per anni, allora decade istantaneamente ogni giustificazione economica per il mancato adeguamento dei salari. Continuare a trattenere queste somme significa attuare un prelievo forzoso e arbitrario sulle tasche di chi, ogni giorno, garantisce l’eccellenza delle cure nonostante i sacrifici».

Diritti non negoziabili La FIALS ribadisce con forza un principio tecnico-giuridico fondamentale: i diritti retributivi dei lavoratori sono soggettivi e immediati. Non possono essere usati come “merce di scambio” o come leva politica nei tavoli istituzionali con la Regione Puglia.«Il recupero dei crediti commerciali verso la Regione non può e non deve ricadere sulle spalle dei lavoratori. Subordinare l’applicazione di un contratto ai flussi di cassa è una forzatura gravissima che calpesta la dignità professionale dei dipendenti di San Giovanni Rotondo», proseguono i segretari.

 

Maurizio Di Candia, Segretario FIALS Casa Sollievo della Sofferenza e delegato Segreteria Provinciale FIALS

 

Trasparenza o Stato di Crisi Il sindacato accusa la direzione di utilizzare la presunta stabilità finanziaria come una “facciata mediatica” per coprire una reale crisi di liquidità, scaricando cinicamente la responsabilità sulle sigle sindacali e ignorando che il rispetto dei contratti integrativi è un obbligo di legge inderogabile.«Le rassicurazioni verbali sul futuro non pagano le bollette né la spesa quotidiana – incalzano Capozzi e Di Candia –. I decreti ingiuntivi e le azioni legali che stiamo promuovendo non sono una “rottura dei patti”, ma l’unica risposta legittima di fronte a una proprietà che non dà riscontri concreti nei conti correnti dei lavoratori».

La sfida della FIALS In conclusione, la FIALS Foggia lancia un ultimatum chiaro:

Se la Fondazione è solida, lo dimostri con i fatti: applichi integralmente i contratti e sblocchi gli aumenti dovuti immediatamente.

In caso contrario, il D.G. Gumirato abbia il coraggio di assumersi la responsabilità di dichiarare ufficialmente lo stato di crisi, smettendo di nascondersi dietro fumose ambiguità che offendono l’intelligenza dei lavoratori.

I dipendenti di Casa Sollievo della Sofferenza meritano rispetto, coerenza e la giusta retribuzione. La FIALS non arretrerà di un millimetro fino a quando ogni centesimo dovuto non sarà erogato.

Segretario Aziendale

Maurizio Di Candia

 

(Nota stampa)

 

 

 

 

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