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Fials Foggia, Achille Capozzi - ph. Facebook ufficiale

Foggia, 28 agosto 2026 – Aggressioni al 118 di Foggia, FIALS: «Le body-cam non fermano la violenza. Serve formazione pratica d’alto livello affidata a società specializzate».

 

Il segretario provinciale Achille Capozzi prende posizione sul dibattito della sicurezza in Capitanata: «La tecnologia documenta il reato a fatto compiuto, non tutela l’incolumità sul posto. L’ASL intervenga con un piano d’emergenza sulla de-escalation guidato da esperti del settore».

FOGGIA – Sulle aggressioni agli operatori del Servizio di Emergenza Territoriale 118 della provincia di Foggia interviene con decisione la FIALS. Il Segretario Provinciale, Achille Capozzi, chiarisce la linea del sindacato sul dibattito legato all’adozione delle body-cam a bordo dei mezzi di soccorso: un dispositivo che, da solo, non risolve l’emergenza sicurezza.

«Le telecamere sulle divise costituiscono un supporto utile esclusivamente per la fase giudiziaria e forense, offrendo elementi di prova a fatto compiuto – dichiara Achille Capozzi –. Tuttavia, non possiamo cedere all’illusione che una telecamera funga da deterrente nei confronti di chi agisce in uno stato di forte alterazione emotiva, sconcerto o aggressività incontrollata. La priorità assoluta è evitare che la violenza si consumi, non limitarsi a registrarla».

 

Fials Foggia, Achille Capozzi – ph. Facebook ufficiale

 

Per la FIALS Foggia, la vera tutela dell’incolumità di medici, infermieri, autisti e soccorritori passa attraverso la prevenzione attiva e la gestione d’impresa del rischio lavorativo.

In quest’ottica, la Segreteria Provinciale della FIALS sollecita la Direzione della ASL di Foggia a mettere in campo una strategia concreta su tre assi fondamentali:

Formazione d’eccellenza affidata a società ed enti specializzati: La FIALS chiede l’avvio immediato di un piano formativo straordinario sulle tecniche di de-escalation, comunicazione d’emergenza, gestione dello stress e autocontrollo nei contesti critici per tutto il personale del 118 e della Centrale Operativa. «Non vogliamo corsi teorici o interventi pro-forma – puntualizza Capozzi –. Chiediamo che l’Azienda ingaggi società esterne di comprovata esperienza e altamente qualificate nel campo della sicurezza sanitaria e comportamentale, in grado di realizzare simulazioni pratiche sul campo e addestrare gli operatori a disinnescare i conflitti prima che sfocino in aggressioni fisiche».

Protocolli operativi d’intesa con le Forze dell’Ordine: È indispensabile rafforzare le procedure di raccordo con la Prefettura e i comandi territoriali di Polizia e Carabinieri per assicurare l’intervento immediato o il supporto preventivo delle pattuglie nelle aree geographically o socialmente a rischio.

Tutele legali e applicazione delle normative: Piena attuazione delle leggi a tutela degli operatori sanitari, con procedibilità d’ufficio per i responsabili delle aggressioni e l’impegno dell’Azienda a garantire supporto legale e psicologico gratuito ai dipendenti vittime di violenza sul lavoro.

«I lavoratori dell’emergenza-urgenza non possono continuare a operare con la paura di non rientrare a casa a fine turno – conclude Achille Capozzi –. Invitiamo la ASL di Foggia a convocare con urgenza un tavolo tecnico per definire il programma formativo specializzato e i nuovi protocolli di sicurezza».

 

(Nota stampa)

 

 

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