Assessore Di Molfetta da pagina Facebook ufficiale Città di Foggia
Foggia, 2 ottobre 2026 – Foggia e l’Europa dello sport: perché la candidatura ad ACES 2028 è un investimento sulla città.
L’Amministrazione comunale fa chiarezza su ogni aspetto in piena trasparenza.
Un comunicato a cura dell’assessore allo Sport, Domenico Di Molfetta.
La candidatura di Foggia a Città Europea dello Sport 2028 ha suscitato polemiche alle quali l’Amministrazione Comunale replica cercando di fare chiarezza su ogni aspetto sollevato, nell’interesse dei cittadini e in linea con la trasparenza che contraddistingue l’azione dell’Ente sin dal suo insediamento.
Va letta per quello che realmente è: non semplicemente la richiesta di un titolo o di un bollino, come qualcuno ha sostenuto, ma un percorso attraverso il quale la città prova a collocare il proprio sistema sportivo all’interno di una rete europea e internazionale.
Per comprendere il significato della candidatura bisogna quindi partire da ACES Europe, capire che cosa rappresenta, quali relazioni internazionali abbia costruito, quali siano i costi effettivamente sostenuti da una città e, soprattutto, quali opportunità possano derivare dall’ingresso nel suo circuito.
CHE COS’È ACES EUROPE
ACES Europe è un’associazione senza scopo di lucro con sede a Bruxelles, fondata nel 2001, che assegna annualmente riconoscimenti quali European Capital of Sport, European City of Sport, European Region of Sport ed European Town of Sport.
La sua missione dichiarata è promuovere lo sport come strumento di aggregazione sociale, salute, benessere, inclusione e qualità della vita.
ACES ha costruito negli anni una rete che coinvolge quasi 6.000 municipalità nel mondo, distribuite in oltre 50 Paesi e quattro continenti. Ma è soprattutto la rete di relazioni costruita a livello internazionale a rendere interessante il percorso.
ACES Europe indica partnership e collaborazioni con importanti organismi internazionali, tra cui:
Commissione Europea
UNESCO
United Cities and Local Governments – UCLG
Organization of American States – OAS
American Council of Sport – CADE
UN Tourism
European Olympic Committees – EOC.
Non si tratta, quindi, di un circuito esclusivamente nazionale o di una semplice associazione che attribuisce un riconoscimento.
IL RAPPORTO CON LA COMMISSIONE EUROPEA E GLI ALTRI ORGANISMI INTERNAZIONALI
Uno degli elementi più significativi è il rapporto con la Commissione Europea.
ACES è Official Partner della European Week of Sport, la Settimana Europea dello Sport, attraverso la quale contribuisce a diffondere nella propria rete il messaggio europeo #BeActive, promuovendo la pratica sportiva e stili di vita più attivi.
Per una città come Foggia significa poter utilizzare la rete ACES anche come ponte verso le iniziative europee dedicate allo sport.
A questo si aggiungono altri organismi collegati alla rete europea di ACES, tra cui:
EGFA – Europarliamentary Group of Friends of ACES, il gruppo degli europarlamentari amici di ACES;
GCE – Groupe Consultatif Européen.
Il regolamento ACES Europe indica questi organismi come forme di sostegno all’interno del Parlamento europeo.
La rete ACES comprende inoltre collaborazioni con realtà del mondo sportivo, istituzionale, imprenditoriale e della comunicazione. Vediamo quali:
Istituzioni internazionali: Commissione Europea · UNESCO · UCLG · OAS · CADE · UN Tourism · European Olympic Committees
Sport e istituzioni: CONI · CIP · ANCI · Sport e Salute · Special Olympics · Panathlon International · Istituto per il Credito Sportivo e Culturale
Partner aziendali: Decathlon · Cineguida · Eso Recycling · Fondazione Ecosistemi · Unicoop Tirreno
Media: Corriere dello Sport · Tuttosport · Primapress · UCL TV
Il quadro complessivo è quello di una rete internazionale che coinvolge quasi 6.000 municipalità, oltre 50 Paesi e quattro continenti.
Ed è proprio questo il punto: il valore della candidatura non si esaurisce nella targhetta da apporre accanto al nome della città, ma nella possibilità di utilizzare il titolo come strumento di collegamento con una rete europea e internazionale di amministrazioni, organizzazioni sportive e progetti.
3. LE CITTÀ DELLO SPORT
La dimensione della rete si comprende anche guardando alle città che hanno ottenuto i riconoscimenti.
Nel 2026 sono 17 le European Cities of Sport:
Albi, Albufeira, Belfast, Cáceres, Móstoles, Novi Sad, Olot, Onești, Oviedo, Palencia, Prizren, Rzeszów, Saint-Denis, Šibenik, Sultangazi, Torrejón de Ardoz e Valladolid.
Tra le Capitali Europee dello Sport troviamo: Napoli – 2026, Zaragoza – 2027
Tra le Regioni Europee dello Sport: Puglia – 2026 , Bizkaia – 2026, Balaton / Veszprém-Balaton – 2026, Primorje-Gorski Kotar County – 2026.
E la rete comprende anche le Capitali Mondiali dello Sport: Baku – 2026, Buenos Aires – 2027, Porto-Gaia – 2028, Kayseri – 2029.
Foggia, quindi, non si candiderebbe a un riconoscimento isolato, ma ad entrare in una rete internazionale di città che utilizzano lo sport come strumento di sviluppo e promozione del territorio.

QUANTO È COSTATA LA CANDIDATURA DI FOGGIA
Anche su questo tema è necessario fare chiarezza.
La quota ufficiale di partecipazione alla candidatura è di 2.350 euro. A questa si aggiungono le spese relative alla visita della Commissione di valutazione.
ACES prevede che il Comune candidato sostenga viaggio, vitto e alloggio dei cinque componenti della Commissione, oltre all’organizzazione della visita, delle visite agli impianti, della presentazione della candidatura e della conferenza stampa.
La visita a Foggia: 24-26 settembre 2026
Per la visita della Commissione sono stati impegnati:
€ 1.530,00 per pernottamento e ristorazione della Commissione, in pensione completa per cinque componenti;
€ 492,00 per il servizio di agenzia di viaggio.
Ma anche qui vale la pena essere trasparenti.
Come riportato nel dettaglio della spesa, sono stati sostenuti:
€ 50,80 per il treno in seconda classe del Presidente nazionale ACES Italia;
€ 70,90 per il bus della rappresentante del Panathlon proveniente da Reggio Calabria;
€ 360 per il volo della rappresentante proveniente da Madrid;
il rappresentante del Credito Sportivo è arrivato autonomamente in aereo da Milano a Foggia;
il rappresentante ACES Italia è arrivato autonomamente in automobile.
Non è stata organizzata alcuna cena di gala o altra iniziativa particolarmente onerosa, come invece avvenuto in altre città.
Il totale indicato dall’Amministrazione per questa fase è quindi di 4.372 euro.
Un dato che, più che essere nascosto, dovrebbe essere rivendicato come esempio di attenzione alla spesa pubblica.
IL DOSSIER: FOGGIA HA SCELTO DI FARE DA SÉ
C’è poi la voce sulla quale Foggia ha scelto una strada particolarmente contenuta: la costruzione del dossier.
Il dossier presentato da Foggia è composto da 160 pagine e raccoglie investimenti, impianti, eventi, risultati, prospettive e legacy del sistema sportivo cittadino.
La sua realizzazione è stata curata direttamente attraverso le risorse e le professionalità coinvolte dall’Amministrazione, in particolare dall’assessore allo Sport Domenico Di Molfetta.
Anche logo e video promozionale sono stati realizzati senza un alcun costo per le casse comunali, grazie alle competenze dei comunicatori interni coinvolti.
E qui il confronto con altre città diventa particolarmente interessante.
BERGAMO E OSIMO: DUE CONFRONTI CONCRETI
Per Bergamo, candidata a Città Europea dello Sport 2027, è documentato un incarico a SG Plus per attività di assistenza, cooperazione e co-progettazione della strategia della candidatura e della comunicazione, comprendente anche il lavoro sul dossier, per 26.217 euro.
Per Osimo 2028, una fonte giornalistica locale riferisce invece di un affidamento diretto di 10.000 euro a Bebop Srl per la realizzazione del dossier e del brand della candidatura.
Foggia ha invece prodotto:
160 pagine di dossier + logo + video, valorizzando risorse e professionalità direttamente coinvolte dall’Amministrazione, senza un incarico esterno comparabile a quelli citati.
Secondo la ricostruzione contenuta nel testo, questo ha consentito di realizzare queste attività a costo zero per l’Amministrazione, con un risparmio stimato nell’ordine di 12-14 mila euro rispetto a una realizzazione esterna comparabile.
Questo è un elemento importante: non si è scelto di spendere per raccontare Foggia, ma di utilizzare le competenze già presenti per raccontare ciò che Foggia ha.
I 10.000 EURO DEI DIRITTI DI IMMAGINE: UN COSTO NON NECESSARIAMENTE A CARICO DEL COMUNE
Altro aspetto oggetto di polemiche, i 10.000 euro dei diritti di immagine.
Per una European City of Sport con più di 100.000 abitanti, il regolamento ACES prevede, in caso di aggiudicazione del titolo, 10.000 euro per i diritti di immagine.
Ma il regolamento stabilisce anche una modalità precisa: il Comune si impegna a individuare uno o più sponsor o partner, fino a un massimo di quattro, che verseranno ad ACES l’importo previsto.
In cambio, i loro nomi e loghi vengono associati al titolo nelle comunicazioni e nelle attività promozionali programmate dal Comune e da ACES Europe.
Pertanto:
I 10.000 euro dei diritti di immagine possono essere coperti attraverso sponsor e partner individuati dal Comune, senza configurarsi necessariamente come un costo definitivo a carico del bilancio comunale.
È una differenza sostanziale.
Non stiamo parlando di un ulteriore esborso necessariamente a carico dei cittadini, ma di una voce che può essere interamente sostenuta dal sistema degli sponsor e dei partner, secondo il meccanismo previsto da ACES.
MA COSA OTTIENE FOGGIA IN CAMBIO?
È importante essere altrettanto chiari su questo punto.
Il riconoscimento non comporta automaticamente finanziamenti europei.
ACES non è la Commissione Europea e diventare European City of Sport non significa ricevere automaticamente fondi dell’Unione Europea.
Il vantaggio è diverso e, se utilizzato bene, può essere molto più duraturo:
riconoscimento internazionale;
ingresso nella rete delle città e regioni ACES;
scambio di buone pratiche;
miglioramento delle politiche sportive locali;
possibilità di partecipare a progetti e opportunità europee;
promozione internazionale della città;
sviluppo di relazioni nel settore dello sport e della salute.
E il rapporto con la European Week of Sport della Commissione Europea rende ancora più interessante questa dimensione, perché consente alle città della rete di essere coinvolte nella diffusione di iniziative europee dedicate alla pratica sportiva e agli stili di vita attivi.
PERCHÉ FOGGIA SI CANDIDA
La candidatura non nasce dalla volontà di aggiungere semplicemente un riconoscimento al nome della città.
Nasce dalla volontà di utilizzare lo sport come investimento strategico per il futuro di Foggia.
Sport significa salute, giovani, inclusione, socialità, volontariato, appartenenza, educazione, prevenzione e qualità della vita.
Il dossier racconta proprio questo: 160 pagine dedicate a ciò che Foggia ha fatto, agli investimenti sugli impianti, alle iniziative realizzate e a ciò che intende sviluppare nel futuro.
E soprattutto non è una candidatura costruita soltanto dall’Amministrazione.
È il risultato del contributo di associazioni, tecnici, dirigenti, volontari e atleti che ogni giorno costituiscono il sistema sportivo della città.

IL VERO OBIETTIVO NON È SOLO IL 2028. È IL DOPO
Se Foggia otterrà il titolo, ACES richiede alla città di realizzare le attività contenute nel dossier e di rispettare il programma presentato per il 2028.
È inoltre prevista la partecipazione al Gran Galà ACES Europe per la consegna della bandiera ufficiale al Parlamento Europeo.
Ma il vero obiettivo dovrebbe essere ciò che rimane dopo.
Il 2028 può essere l’occasione per:
portare più sport nelle scuole;
valorizzare gli impianti;
sostenere le associazioni;
ottenere finanziamenti e partecipare a progetti europei;
sviluppare lo sport femminile;
rafforzare lo sport paralimpico e inclusivo;
promuovere salute e prevenzione
Implementare la mobilità sostenibile ed ambientale;
attrarre eventi
sviluppare il turismo sportivo;
coinvolgere maggiormente i giovani;
costruire relazioni con altre città europee.
Il riconoscimento, dunque, non dovrebbe essere considerato il punto di arrivo, ma l’acceleratore di una politica sportiva cittadina.
LA VERA DOMANDA
Alla fine, la domanda non è soltanto: “Quanto costa candidarsi?”
La domanda vera è: “Che cosa può diventare Foggia se utilizza il 2028 per costruire qualcosa che rimanga dal 2029 in poi?”
La candidatura ha dei costi e vanno dichiarati con trasparenza.
Foggia ha sostenuto la quota di partecipazione, le spese della visita della Commissione e gli altri costi organizzativi necessari.
Ma ha contemporaneamente scelto di contenere la spesa per la costruzione del dossier, realizzando internamente un documento di 160 pagine, oltre a logo e video, mentre altre città hanno fatto ricorso a incarichi esterni di migliaia di euro.
E, in caso di assegnazione del titolo, i 10.000 euro dei diritti di immagine possono essere sostenuti da sponsor e partner, secondo il meccanismo previsto da ACES, senza necessariamente gravare sul bilancio comunale.
Foggia non si candida per avere semplicemente un titolo in più. Si candida per utilizzare lo sport come strumento e per tracciare un solco operativo da perseguire, sia con il titolo o senza; aprire la città all’Europa, valorizzare ciò che già esiste, attrarre nuove opportunità, coinvolgere i giovani, rafforzare le associazioni, migliorare gli impianti, promuovere salute e inclusione e costruire una rete internazionale che possa continuare a produrre opportunità anche dopo il 2028.
Foggia non si candida per avere un titolo.
Si candida per trasformare lo sport in una porta verso l’Europa e il 2028 in un investimento sul futuro della città.
Perché, in definitiva, il vero valore di “European City of Sport” non è il logo accanto al nome Foggia, ma tutto ciò che quel logo può contribuire a far nascere intorno alla città.
(Nota stampa Comune di Foggia)

Foggia Città Europea dello Sport 2028, il gruppo CON: “Facciamo chiarezza: una candidatura costruita sui fatti, sul lavoro e su una rete internazionale”
La candidatura di Foggia a Città Europea dello Sport 2028 è stata recentemente oggetto di critiche e interrogativi da parte di esponenti dell’opposizione, tra cui Fratelli d’Italia e Nunzio Angiola, che hanno posto l’accento sulla natura del riconoscimento, sui costi della candidatura e sulle ricadute concrete per la città.
I consiglieri comunali Achille Capozzi, Pasquale Ciruolo, Antonello Rizzi , il segretario Cittadino Gianni De Rosa , L’assessore Giulio De Santis del gruppo CON di Foggia, sostengono con forza la candidatura e il lavoro dell’assessore allo Sport Domenico Di Molfetta, ritenendo necessario riportare il confronto sui dati.
E’ necessario conoscere che cos’è ACES, quali sono le sue dimensioni internazionali, quali siano realmente i costi sostenuti da Foggia e quale sia il progetto presentato dalla città.
Che cos’è realmente ACES Europe: ACES Europe non è un’istituzione dell’Unione europea. È un organismo senza scopo di lucro con sede a Bruxelles, fondata nel 2001, che assegna ogni anno riconoscimenti quali European Capital of Sport, European City of Sport, European Region of Sport, European Town of Sport e altri titoli internazionali legati allo sport.
Il Comune di Foggia stesso, senza giri di parole, nel presentare la candidatura, descrive ACES come un organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove lo sport per tutti, l’attività motoria, la salute, il benessere e l’inclusione. Fondamentale è la rete internazionale nell’ambito di cui opera: circa 6.000 municipalità nel mondo, oltre 50 Paesi e quattro continenti,. Una rete internazionale di istituzioni, organizzazioni sportive e territori
ACES ha rapporti, convenzioni e collaborazioni con importanti organismi internazionali, tra cui:
Commissione Europea; UNESCO; United Cities and Local Governments – UCLG; Organization of American States – OAS; American Council of Sport – CADE; UN Tourism, European Olympic Committees – EOC,
A questi si aggiungono, nel sistema di relazioni sportive e istituzionali:
CONI; CIP; ANCI; Sport e Salute; Special Olympics; Panathlon International; Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.
E ancora realtà del mondo economico e della comunicazione che figurano nelle relazioni e nelle partnership richiamate dalla rete ACES, tra cui Decathlon, Eso Recycling, Fondazione Ecosistemi, Unicoop Tirreno, oltre a realtà editoriali e media come Corriere dello Sport, Tuttosport, Primapress e UCL TV.
Queste collaborazioni dimostrano la dimensione della rete nella quale ACES opera.
Il rapporto con la Commissione Europea e la European Week of Sport
(Nota stampa)
