Giulio De Santis, da ph. Facebook ufficiale Città di Foggia
Foggia, 8 luglio 2026 – Risposta dell’assessore alla legalità De Santis all’associazione Giovanni Panunzio
“Basta mistificare la realtà dei fatti, su questi temi non accettiamo lezioni da alcuno”.
Nota dell’assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Foggia Giulio De Santis in risposta alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dall’associazione Giovanni Panunzio
“In merito alle dichiarazioni apparse sulla stampa da parte dell’Associazione Giovanni Panunzio, ritengo necessario ristabilire la verità dei fatti.
La questione dei locali non nasce oggi e non è stata affatto trascurata dal Comune di Foggia. Personalmente mi sono rapportato con Antonio Belluna, socio dell’associazione, con il quale ho rapporti storici e personali, essendo stati anche compagni di scuola.
Lo stesso Belluna ha effettuato un sopralluogo, ha visionato i locali individuati, adiacenti a quelli già nella disponibilità dell’associazione, e ci ha chiesto alcuni interventi di sistemazione. Quegli interventi sono stati eseguiti. I locali sono stati pitturati, sistemati e resi disponibili proprio secondo le indicazioni ricevute.
Una volta conclusi gli interventi, l’associazione è stata ricontattata per comunicare che i locali erano pronti. Non abbiamo avuto ulteriori interlocuzioni operative. Anzi, ho dovuto chiedere io una PEC alla quale scrivere formalmente per comunicare la disponibilità dei locali e indicare dove ritirare le chiavi.
Per questo respingo con forza la rappresentazione secondo cui il Comune avrebbe mostrato disattenzione o mancanza di rispetto verso la memoria di Giovanni Panunzio. È una ricostruzione che non corrisponde ai fatti.
È vero invece che nel caso specifico abbiamo ritenuto di dare continuità all’affidamento diretto deciso da chi ci ha preceduto, pur ritenendo che per il futuro questa non debba essere la modalità ordinaria di assegnazione dei beni comunali, che deve passare per procedure di evidenza pubblica
A fronte di questo, negli ultimi mesi ho registrato, su diverse questioni, ripetuti attacchi nei confronti dell’amministrazione Episcopo da parte dell’Associazione Giovanni Panunzio. Niente di strano, ovviamente, ognuno in democrazia, tanto più chi è schierato contro la mafia, parla, critica, contesta. Curiosamente, però, non ho memoria – e una facile ricerca conforta il mio ricordo – di particolari interventi nei confronti di precedenti amministrazioni, anche in presenza di episodi squalificanti per la nostra comunità come lo scioglimento per mafia. Non ho trovato attacchi, non ho trovato denunce politiche, non ho trovato prese di posizione anche solo lontanamente paragonabili, per durezza e frequenza, a quelle che oggi vengono rivolte all’amministrazione Episcopo.
Spero vivamente non sia stata fonte di irritazione la decisione del mio assessorato di ricordare tutte le vittime di mafia della nostra città, senza gerarchie della memoria e senza patenti di legittimità. Tra queste, per noi, ci sono anche figure come Nicola Ciuffreda e Francesco Marcone, che appartengono alla storia civile di Foggia e che come Giovanni Panunzio meritano rispetto e verità. Se questa scelta comporta il prezzo di ricevere attacchi gratuiti e pretestuosi, è un prezzo che io e l’Amministrazione, di cui sono orgogliosamente parte, siamo ben lieti di pagare.

Rivendico con il medesimo orgoglio ciò che il Comune di Foggia sta facendo sul terreno della legalità. Dal nostro insediamento, infatti, abbiamo immediatamente aderito alla Carta di Avviso Pubblico e Foggia è capofila dell’accordo tra i comuni sciolti per mafia e l’ANAC, l’Autorità anticorruzione. Inoltre, le attività nelle scuole, i percorsi programmati nel primo e nel secondo quadrimestre, le iniziative educative, culturali e istituzionali realizzate in questi mesi non hanno precedenti per ampiezza, continuità e partecipazione. Così come rivendico l’apertura di ben 5 presidi di legalità in città.
La terza edizione dei “100 giorni per la legalità” e la quarta edizione de “La città che vorrei – Una bussola per la legalità” sono state un successo straordinario, con una partecipazione particolarmente sentita da parte della città, dell’università, delle scuole, delle associazioni, dei giovani e delle istituzioni.
A chi oggi parla di oltraggio alla memoria rispondo che l’oltraggio alla memoria è usare la legalità come clava politica, trasformare ogni differenza di vedute in una scomunica pubblica, fingere che non siano stati fatti atti concreti quando invece questi sono evidenti e dimostrabili.
Il Comune di Foggia continuerà a garantire rispetto, ascolto e collaborazione a tutte le realtà associative che operano sul territorio. Ma rispetto non significa subalternità, collaborazione non significa silenzio. E legalità non significa che qualcuno possa decidere chi ha diritto di parola e chi deve tacere”.
(Nota stampa)
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