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Il padiglione della storica macelleria "Barbieri" che nel 1970 forniva "carne fresca prima scelta" come la tabella ancora ricorda. A fianco c'era il barbiere "Umberto, ormai scomparso da diverso tempo.

Foggia, 22 ottobre 2026 – FIERA DI FOGGIA: CARTOLINE DALL’INFERNO a cura di Giuseppe Saldutto e Monica Sales.

Breve incursione fotografica in quello che fu il luogo dedicato alla “Fiera Internazionale dell’Agricoltura” con espositori provenienti anche dall’Europa, dal dopo guerra in poi…Oggi com’è finita? Il reportage fotografico mostra al pubblico per la prima e ultima volta lo scenario lunare dell’enorme parco abbandonato alla vegetazione.

 

Ente Fiera di Foggia (immagine d’archivio), ph. Facebook

 

Cartoline dall’inferno…

di Monica Sales

 

 

Quello che non si vede ed esiste negli spazi della Fiera di Foggia: dai fasti degli anni ’70, nel boom e sviluppo economico del consumismo, che ci ha portati a questo punto di non ritorno, con padiglioni delle delegazioni anche dall’Austria, “la Fiera di Foggia” oggi è diventata una specie di discarica, deposito per i bidoni dell’immondizia non intelligenti, ovvero quelli senza la memoria elettronica presenti in tutto il centro urbano.

Si potrebbe girare un film western oppure horror la scenografia degli spazi abbandonati della Fiera che fu “internazionale” e che oggi è una specie di paesino abbandonato, dove girare tra i padiglioni della storica macelleria “Barbieri” che nel 1970 forniva “carne fresca prima scelta” come la tabella ancora ricorda, a fianco c’era il barbiere “Umberto”, ormai scomparso da diverso tempo. 4 autovetture preziose d’epoca tra cui una “Fiat Topolino” (prodotta dal 1936 al 1955) e una “Fiat 600” degli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale, sono protette dal sole, ma non dal freddo, l’umidità piene di ruggine ricordano anche loro i fasti di un tempo che furono protagoniste nell’Italia del dopoguerra dello sviluppo industriale che oggi è quasi morto assieme ai padiglioni, il ristorante…che serviva piadine romagnole e non foggiane e le strade la natura la vegetazione si riprende ciò che è suo.

I bidoni non intelligenti sono qui stipati alla meno peggio, sotto il sole e il vento, con tanti padiglioni liberi, come quello in cui erano esposti pesci che nuotavano in un grande acquario per il divertimento anche didattico dei bambini, che oggi invece si cecano gli occhi sui telefonini.

Noi c’eravamo alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, quando il Parco Fiera era già in decadenza, ma deputato ad accogliere gli ultimi speranzosi espositori contenti di fare buoni affari, e tra pesciolini rossi, pop corn e patatine, l’anima produttiva della Fiera si era già spenta, lasciando ai cugini baresi della Fiera del Levante spazio libero per fare asso piglia tutto. Infatti oggi la Fiera di Foggia è morta, mentre sua sorella del Levante è un vero polo internazionale di scambio e di esposizione.

Per cui le prossime iniziative che si vogliono prendere si possono realizzare direttamente presso gli spazi a Bari, mettendo la Fiera Internazionale di Foggia a Bari, dalla serie “champagne…Sparagn’ e cuparisc…” sarebbe un’ottima idea per non spendere più denaro appresso ad una fiera che purtroppo non ha più senso. Si può fare negli spazi del mercato del Venerdì…dove il Mercato del Venerdì e le “pezze americane” vanno fortissimo dal dopoguerra, quando gli americani ci mandavano vestiario per sopperire alla nostra povertà di sconfitti nella seconda guerra mondiale ad oggi.

Oppure altra cosa che si può fare dedicare gli spazi al nascondarella oppure l’idea di un esperto in materia è quella di dedicare tutto il Parco ad un’area di guerra (come nella seconda guerra mondiale) dove ragazzi e adulti, possono rincorrersi è spararsi addosso pallini di vernice ad aria compressa nello sport chiamato “paintball” che ha lo scopo di colpire piu’ avversari come insegna questa disciplina sportiva nata negli Stati Uniti negli anni ’80 del secolo scorso: azione e tattica militare nell’obiettivo che è quello di eliminare i “soldati nemici”, per conquistare la loro terra nella modalità “prendi la bandiera di Foggia” e alla fine conquistare la città, come appunto hanno fatto gli americani seriamente ed hanno vinto la seconda guerra mondiale, una specie di gioco di ruolo, di rappresentazione storica con tanto di fucili e pistole che sparano proiettili di vernice colorata.

Questo progetto potrebbe levare tanti ragazzi dai videogiochi violenti e sanguinolenti che bruciano i cervelli dei più giovani che poi si armano e tentano di uccidere veramente per strada e nelle scuole. Un progetto scolastico da prendere seriamente, anche dal punto di visto della salute mentale dei nostri ragazzi che sono il nostro futuro.

 

 

Reportage Foto Giuseppe Saldutto – Monica Sales:

I bidoni dell’immondizia non intelligenti, (ovvero quelli che oggi senza la memoria elettronica sono presenti in tutto il centro urbano) sotto il sole e la pioggia: con tanti padiglioni vuoti si potrebbero proteggere all’interno dalle intemperie.
4 autovetture d’epoca tra cui una “Fiat Topolino” (prodotta dal 1936 al 1955) e una “Fiat 600” degli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale, sono conservate e arrugginite tra mille anni avranno un valore inestimabile.
I bidoni dell’immondizia non intelligenti, (ovvero quelli che oggi senza la memoria elettronica sono presenti in tutto il centro urbano) sotto il sole e la pioggia: con tanti padiglioni vuoti si potrebbero proteggere all’interno dalle intemperie.
Il “Ristorante Bar Trattoria” che serviva piadine romagnole e non foggiane: la natura e la vegetazione si riprende ciò che è suo.
“Il viale della desolazione” che mostra come la vegetazione pian piano si riprende ciò che è suo da sempre.
Il “Ristorante Bar Trattoria” che serviva piadine romagnole e non foggiane: la natura e la vegetazione si riprende ciò che è suo.
Il padiglione della storica macelleria “Barbieri” che nel 1970 forniva “carne fresca prima scelta” come la tabella ancora ricorda. A fianco c’era il barbiere “Umberto, ormai scomparso da diverso tempo.

 

NOTA LEGALE – DIRITTO DI CRONACA

Articolo realizzato a fini informativi e di cronaca sulla base del materiale ricevuto. Per segnalazioni, precisazioni o richieste di rettifica, è possibile contattare la redazione di InsideCapitanata.it.

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