Il DIRIGENTE SCOLASTICO IPEOA MICHELE LECCE San Giovanni Rotondo – Manfredonia, Avv. Luigi Talienti
InsideCapitanata.it, Manfredonia (Fg), 20 maggio 2026 – “A Scuola di sport, buone prassi – Sport, sogni e una comunità locale che cresce”, a cura del Prof. Luigi Talienti.
Nella terra baciata dal sole e accarezzata dal vento, lo sport non è solo fatica, ma, è la danza vivace di una comunità che trova sé stessa tra sudore, amicizia, educazione e inclusione, anche con il supporto pragmatico fornito dalla Scuola, da sempre baluardo di continuità e sinergia.
La pratica sportiva diviene, in tale nobile accezione, baluardo orientativo, non solo nell’ambito dell’affermazione di un benessere individuale, ma, ancor di più, in una dimensione di equilibrio comunitario. Lo sport va disseminato con cura e passione, al fine di garantire una sana interiorizzazione di valori che risultano trasversali e universali, oltrepassando le barriere della staticità e di una insana assuefazione all’immobilismo, divenendo volano di crescita ed esaltazione di dinamismo virtuoso e non virtuale.
Tale valenza è riconosciuta sin da meandri della Storia, basti pensare all’Antica Grecia che nel 776 a.c introdusse i giochi olimpici come competizione extraterritoriale capace, quest’ultima, di bloccare eventuali guerre, addirittura nel loro culmine più violento. Lo sport diventa strumento di pace e di confronto, all’insegna di una emancipazione civica che avrebbe dovuto essere costrutto permanente nel tempo, rinvigorendo, in senso proattivo, relazioni e confronto.
I latini sapientemente affermavano: ‘ men sana in corpore sano’, sottolineando, nelle Satire di Giovenale, la valenza e l’importanza di mantenere in equilibrio psiche e fisicità.
Come non citare il valore aggiunto fornito dal pensiero di Pierre de Coubertin, noto barone e dirigente sportivo del romanticismo francese, il quale, oltre ad essere stato il fondatore dei Giochi Olimpici moderni, ha saputo riconnettere l’utopia romantica all’ordine e il rigore della pratica sportiva, esaltando la competizione sana e la matrice valoriale indotta dalla ‘ regola’.

Come non citare le sue massime, ancora attuali e profonde, seppur in una Società contemporanea che mira a reprimere il salubre valore della competizione, alimentando il bieco disvalore della contrapposizione a prescindere: ‘ Più veloce, più in alto, più forte –insieme’ e ‘ l’importante non è vincere, ma partecipare’. Principi che dovrebbero ispirare alla condivisione e all’unione, a prescindere dal colore della bandiera che si inneggia, come unico palcoscenico sportivo universale, ove la ‘ Pax’ trionfi.
Lodevole l’impegno degli sportivi che, oltre ad inorgoglirci per le loro prestazioni agonistiche, dedicano tempo alle scuole e ai ragazzi, sicuri che da loro può trovare meravigliosa genesi una traiettoria prospettica futura sana ed equilibrata, creando connubio tra mente, cuore e psiche. Ecco l’importanza di dedicare spazio e tempo, nell’ambito di una innovativa didattica orientativa, non solo alla mera pratica fisica ma anche alla narrazione della sua genesi e del suo sviluppo. Un itinerario che dia lustro anche al territorio, attraverso sportivi che, con il loro spirito di abnegazione hanno emozionato generazioni di tifosi e concittadini. Citarne solo alcuni sarebbe un torto a tanti altri che hanno contribuito, in egual misura, a diffondere la pratica sportiva a livello locale, nazionale e internazionale, esaltando uno sport pulito e scevro da condizionamenti vischiosi.
Come dimenticare il compianto Alex Zanardi che, con il suo coraggio, ha dato prova esistenziale che oltre i limiti è possibile spiccare il volo, sbeffeggiando le compromissioni e le barriere. Lo sport, attraverso l’esaltazione dei colori, diventa strumento per l’affermazione delle pari opportunità e impalcatura stabile per l’applicazione, formale e sostanziale, del principio di uguaglianza, declamato dall’art. 3 della Costituzione.
Lo Sport diviene orgoglio, gusto e sapore, ove il campanilismo rappresenta ingrediente di margine e non di essenza, all’insegna di una degustazione che deve unire i competitor dalla stessa parte, come risorse di campo.
Nell’ambito dell’attuazione dell’eccezionale strumento del Patto Educativo di Comunità, attraverso la presenza di Associazioni dilettantistiche, giovani migranti non accompagnati hanno trovato famiglia nella Scuola, concepita come Comunità, nelle compagini sportive, facendo emergere lo stile del lavoro di squadra, dove il singolo è al servizio del Team, dove il ‘ noi’ prevale sull’ ‘io’, senza barriere. Attraverso, queste esperienze, giovani hanno trovato giovamento e riferimento, dopo la sofferenza di traversate atroci e disumane, oltrepassando anche il disagio sociale. Dove c’è squadra …c’è famiglia, dovrebbe essere uno stile di vita, non una abitudine malsana, rivisitando le coscienze e il pensiero.
Nel ‘700 Lord Chesterfield affermava: ‘ lo stile è l’abito del pensiero’, evidenziando il valore e l’essenza del discernimento, che determinano la nascita di pensiero comune, di condivisione, di comunione. Come sempre, risulta fondamentale il ruolo della Comunità Educante che, in maniera proattiva e ribadita in modalità ipertrofica, rende meravigliosamente ’ tutti diversi…tutti uguali’. Solo così si diventa consapevoli del valore della vita, solo così si diventa cittadini attivi, solo così si diventa campioni.
Questa esaltazione valoriale si realizza, inevitabilmente, anche attraverso l’emulazione dei campioni dello sport, laddove riescano a divenire anche modelli di vita virtuosa per il loro territorio e non solo. Le medaglie, oltre il campo e l’agorà sportivo, vanno meritate con l’impegno quotidiano a servizio di coloro che risultano, allo stato de quo, ancora in panchina senza vedere la prospettiva del campo.
Per molti lo sport si è tramutato in speranza, ravvedimento e riabilitazione, consolidando ravvedimento operoso rispetto a scelte sbagliate del passando, fungendo da ‘ mentoring’ e disconoscendo le insidie della strada che, talvolta, diventa cattiva maestra impartendo un unico malsano insegnamento, ovvero la regola che le regole non esistono.

È così che la provincia di Foggia scopre la propria anima sportiva, fatta di campioni silenziosi, famiglie che incoraggiano, traguardi e risate. Lo sport diventa teatro di sogni possibili, scuola di vita e strumento di coesione sociale. Qui, ogni passo, ogni tiro a canestro, ogni palla a rete, ogni bracciata in vasca, ogni vela spiegata e ogni sorriso su una carrozzina raccontano una storia di comunità che cresce insieme. E se il futuro ha volto e cuore, quel volto è sudato di fatica e quel cuore è sport, inclusione, speranza.
Ovviamente, un ringraziamento è doveroso ai campioni del passato, del presente e del futuro, tra i quali, è giusto includere coloro che quotidianamente si recano in una classe, con il convincimento di salvare esistenze compromesse, contrastare stati di fragilità, senza la velleitaria ambizione di conseguire una medaglia.
Di guisa, grazie ai nostri meravigliosi Docenti a cui affidiamo le cure del nostro domani.
A cura di Luigi Talienti
