Angiola e Morelli
Borgo Mezzanone (Fg), 23 agosto 2026 – Angiola e Morelli (Cambia): «La morte di Sadam Hussein è l’ennesimo grido d’allarme. Le istituzioni intervengano prima che sia troppo tardi».
Ci ritroviamo, ancora una volta, a dover commentare una tragedia che colpisce il nostro territorio e che pone davanti agli occhi di tutti una realtà che non può più essere rimossa né affrontata con il silenzio dell’indifferenza.
La vittima, questa volta, è un giovane cittadino pakistano di 32 anni, Sadam Hussein, la cui morte riporta drammaticamente l’attenzione sulle condizioni in cui tante persone vivono o, più propriamente, sopravvivono all’interno del ghetto di Borgo Mezzanone.
In questa vicenda la violenza assume una dimensione tragicamente duplice: da una parte le condizioni di vita disumane alle quali sono costrette tante persone; dall’altra la violenza che, in un contesto di degrado, marginalità e assenza di adeguate condizioni di sicurezza e legalità, può arrivare a trasformarsi in tragedia.
Non intendiamo e non possiamo rassegnarci all’idea che tutto questo sia diventato normale.
Il ghetto di Borgo Mezzanone è da anni una ferita aperta nel territorio della Capitanata. Un luogo nel quale convivono degrado, sfruttamento, marginalità sociale e condizioni abitative incompatibili con la dignità umana. Eppure, dentro quella realtà che sembra appartenere a un altro mondo, vivono esseri umani: persone, lavoratori, uomini e donne con la stessa dignità e gli stessi diritti di ciascuno di noi.
Come possono l’Europa e lo Stato italiano continuare a tollerare una situazione simile? Come è possibile che, a pochi chilometri da Foggia, nel cuore della nostra provincia, possa esistere da anni una realtà nella quale la dignità umana sembra essere diventata un principio astratto?
Non basta intervenire dopo ogni tragedia. Non basta esprimere cordoglio quando una vita viene spezzata. Servono scelte concrete, strutturali e immediate: sicurezza, legalità, condizioni abitative dignitose, contrasto allo sfruttamento del lavoro, servizi essenziali e soprattutto un progetto serio di superamento definitivo del ghetto.
Le inerzie, i ritardi e i silenzi accumulati negli anni non sono più sostenibili. Prima o poi, ogni responsabilità politica e istituzionale viene al pettine. E chi aveva il dovere e la possibilità di intervenire sarà chiamato a rispondere delle proprie scelte, o delle proprie omissioni: alla propria coscienza, alla comunità e alla storia.

Come Movimento CAMBIA, esprimiamo il nostro più profondo dolore per la morte di Sadam Hussein e la nostra più ferma denuncia per una situazione che non può continuare.
Questa non è la prima tragedia. E rischia di non essere l’ultima se non si interviene subito.
Chiediamo alle istituzioni competenti, a tutti i livelli, di assumersi finalmente le proprie responsabilità e di mettere in campo un intervento straordinario e coordinato per affrontare definitivamente la situazione del ghetto di Borgo Mezzanone.
La dignità umana non può essere rinviata. Il tempo delle parole è finito. Adesso servono decisioni, responsabilità e azioni concrete.
Nunzio Angiola
Consigliere comunale di Foggia
Segretario provinciale del Movimento CAMBIA
Armando Morelli
Responsabile Immigrazione del Movimento CAMBIA
(Nota stampa)
