Presidente Salatto
Foggia, 1 settembre 2026 – Confindustria: per la difesa del territorio servono più cantieri.
Il Presidente Salatto: «Ok per i primi interventi della Regione, ma non basta. In Capitanata il 95% di aree franose».
La provincia di Foggia, con oltre 680 frane censite dai Monti Dauni al Gargano (dati Ispra), presenta un quadro peggiorativo rispetto a qualche anno fa: lo confermano le 26 strade provinciali e interpoderali che furono chiuse dalla Provincia nell’Aprile scorso, a causa di smottamenti e alluvioni dovuti ai rovesci del clima.
«Bisogna correre ai ripari – commenta il Presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto – il cambiamento del clima corre più dei nostri tentativi di arginarlo. In Nepal non sappiamo ancora bene cosa sia accaduto, ma sarebbe un errore pensare che certi disastri possano accadere solo a migliaia di chilometri da noi. L’orografia del territorio di Capitanata non è certo paragonabile alle vette himalayane, ma se dobbiamo fare i conti con il cambiamento del clima, sia in estate che in inverno, vanno prese rigide contromisure contro il dissesto idrogeologico prima che sia troppo tardi».

«La Regione – ricorda Salatto – ha investito 64 milioni di euro in provincia di Foggia a difesa del suolo. Un buon inizio, se pensiamo che quelle somme sono destinate a un territorio minacciato dalle frane per il 95% della sua estensione.
Che sia, dunque, solo un punto di partenza e che si proceda quanto prima all’apertura dei cantieri delle opere già appaltate. Andrebbero poi individuati nuovi capitoli di spesa per finanziare interventi di consolidamento nei punti più critici segnalati dalle alluvioni degli ultimi mesi, come gli argini e i foci dei fiumi e l’assetto delle strade più trafficate.
Interventi di edilizia conservativa e di risanamento ambientale dovrebbero essere le nostre nuove difese, da attuare nei tempi più brevi possibili.
Dobbiamo, per quanto possibile, tenere a bada i pericoli climatici diventati vere e proprie calamità».
(Nota stampa)
