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Raddoppio Termoli-Lesina, i Sindaci di Chieuti e Serracapriola inviano formale istanza a MIT e RFI: “Bene gli annunci di Gatta e Caroppo, ma ora pretendiamo atti ufficiali e certezze su tempi e fondi”

CHIEUTI / SERRACAPRIOLA (FG), 04 novembre 2026 – I Sindaci dei Comuni di Chieuti, Diego Iacono, e di Serracapriola, Michele Leombruno, hanno inviato questa mattina un protocollo istituzionale congiunto indirizzato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Sottosegretario On. Tullio Ferrante e ai vertici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

L’obiettivo è fare immediata chiarezza sulle recenti notizie di stampa relative all’avvio dell’iter preliminare per il ripristino della fermata passeggeri “Chieuti-Serracapriola” lungo la tratta adriatica in corso di raddoppio.

​La nota congiunta nasce a seguito delle dichiarazioni trionfalistiche diffuse lo scorso 30 ottobre dai deputati di Forza Italia On. Andrea Caroppo e On. Giandiego Gatta. I parlamentari hanno annunciato l’avvio delle attività istruttorie da parte di RFI per reinserire lo scalo, soppresso oltre dieci anni fa nei progetti preliminari dell’opera.

​“Accogliamo con misurato ottimismo l’interessamento della politica parlamentare”, dichiarano congiuntamente i Sindaci Iacono e Leombruno. “Tuttavia, l’esperienza amministrativa ci impone di rimanere fermamente ancorati alla realtà degli atti. Ad oggi siamo di fronte a mere manifestazioni d’intenti a mezzo stampa.

Non esiste alcun decreto ministeriale, provvedimento d’urgenza o variante formale approvata che modifichi il progetto esecutivo di un’opera da 700 milioni di euro che è già interamente cantierizzata e avanza speditamente. In assenza di un atto formale vincolante e dotato di autonoma copertura finanziaria, il rischio che i treni sfreccino sul doppio binario cancellando per sempre la nostra storica fermata resta drammaticamente concreto”.

 

Sindaco Michele Leombruno

 

​Nel documento trasmesso, i due primi cittadini hanno allegato l’intera documentazione che certifica la battaglia incessante condotta dal 2017 a oggi: le note ufficiali di durissimo dissenso inviate al Ministero nel 2019, i protocolli d’intesa sottoscritti con i Comuni dell’Alto Tavoliere e le delibere straordinarie di Consiglio Comunale approvate all’unanimità nel 2021 per impedire lo smantellamento dello scalo.

​I Comuni chiedono ora a RFI e al MIT risposte scritte e perentorie su 5 punti cardine:

​- La conferma ufficiale della reale esistenza e dello stato dell’istruttoria tecnica della variante.

​- La posizione esatta in cui verrebbe ricollocata la nuova stazione sul tracciato.

​- I tempi certi di realizzazione, che devono essere allineati al completamento dell’opera principale.

​- L’ammontare e lo stanziamento effettivo dei fondi necessari alla copertura integrale dell’intervento.

– ​Le motivazioni tecniche che hanno portato a questo improvviso e radicale cambio di tendenza da parte degli enti ferroviari, dopo anni di totale chiusura a qualsiasi ipotesi di ripristino.

​I Sindaci ribadiscono con forza che l’ammodernamento della direttrice Adriatica e l’Alta Velocità non possono realizzarsi a discapito delle piccole comunità e della coesione territoriale, privando l’Alto Tavoliere e l’intera Provincia di Foggia dell’unico scalo ferroviario a vocazione prettamente balneare e turistica.

​Per queste ragioni, nella nota è stata formulata l’istanza per la convocazione urgente di un tavolo tecnico-istituzionale congiunto tra MIT, RFI, Regione Puglia e i due Comuni interessati. “Non ci basta il semplice diritto di guardare il paesaggio dal finestrino”, concludono Iacono e Leombruno. “Continueremo a vigilare e a fare pressione con ogni mezzo istituzionale, amministrativo e giudiziario finché le parole di questi giorni non si trasformeranno in decreti reali e finanziati”.

 

(Nota stampa congiunta)

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